Magyar gela la sinistra: “Meloni fa un ottimo lavoro”. Chi lo spiega a Schlein e Conte?
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Magyar gela la sinistra: “Meloni fa un ottimo lavoro”. Chi lo spiega a Schlein e Conte?

April 14, 2026
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Posted 4 hours ago by

Ora chi lo spiega a Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni? Da domenica sera festeggiano e brindano alla vittoria di Peter Magyar e alla sconfitta di Viktor Orban. Spiegano a tutti che quella ungherese è una debacle anche per Giorgia Meloni e per il suo governo. Poi, ieri pomeriggio, prende parola Magyar, il leader del partito di centrodestra Tisza che ha trionfato alle elezioni, e per la sinistra italiana arriva la doccia fredda: «Non ho ancora parlato con Giorgia Meloni, ma sarò più che felice di farlo.

Magyar gela la sinistra: “Meloni fa un ottimo lavoro”. Chi lo spiega a Schlein e Conte?

L'Italia è uno dei miei Paesi preferiti. Ci sono rapporti molto amichevoli fra ungheresi e italiani». Ma non si limita a queste frasi che potrebbero anche essere di circostanza. Si spinge oltre: «Vorrei incontrare Meloni personalmente, ha ottenuto grandi risultati. È stata in grado di ristabilire la stabilità in un Paese dove non era propriamente all'ordine del giorno. Sta facendo un ottimo lavoro». Quanto all'amicizia fra la premier italiana e Orban, aggiunge: «Se qualcuno ha buoni rapporti personali con Orban non significa che non potremo avere altrettanto un buon rapporto, sarei felice di ospitarla in Ungheria se vorrà venire». Dichiarazioni che stridono con le parole pronunciate dalla segretaria del Pd: «La vittoria di Magyar è un altro chiaro segnale a Meloni». Stesso refrain del presidente del M5S: «Quella di Orban è anche una sconfitta di Meloni e Matteo Salvini». Eppure, sia Schlein che Conte sanno bene chi sia Magyar e quale sia l'orientamento politico del suo partito Tisza. La sua collocazione è chiaramente di centrodestra, tanto che per la prima volta le forze politiche di centrosinistra restano fuori dal parlamento ungherese. Grazie anche a un'affluenza oceanica (superiore al 78, record nella storia dell'Ungheria post-comunista), i cui picchi si sono registrati proprio nelle aree urbane tradizionalmente più ostili a Orban, Tisza e riuscito a superare la cruciale soglia dei 133 seggi e quindi a conquistare almeno i due terzi dell'assemblea legislativa di Budapest. Il raggiungimento della cosiddetta «super-maggioranza» permetterà a Magyar di modificare la Costituzione in autonomia e modificare alcune delle riforme di Orban maggiormente contestate, a causa delle quali l'ex primo ministro era stato accusato di aver di fatto smantellato una serie di garanzie democratiche. A differenza del predecessore, Magyar chiarisce subito quale sarà la postura del suo governo sullo scenario internazionale: «La Russia rappresenta un rischio per la sicurezza, e lo sanno tutti. Non mi riferisco al popolo russo, che è fantastico, ma allo Stato russo. Nella storia ungherese, abbiamo già avuto a che fare con l'orso russo (era il 1956 quando i carriarmati sovietici entrarono a Budapest). L'Europa deve prepararsi. L'Europa deve proteggersi e difendersi». Poi aggiunge: «Ci asterremo dall'interferire negli affari interni di qualsiasi altro Paese, e chiediamo loro di fare lo stesso nei confronti dell'Ungheria. La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi». Il dialogo con la Ue è già ripartito: «Ho parlato con molti leader europei e con la presidente» della Commissione, Ursula von der Leyen, «continueremo i nostri negoziati» per sbloccare i fondi Ue congelati per lo scontro tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. «L'Ungheria appartiene all'Europa».

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