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Le regole Ue sulle batterie e il rischio per l'innovazione
April 15, 2026
Posted 5 hours ago by
A volte il futuro incontra ostacoli inattesi e a rimetterci è l'innovazione. Succede nella Ue dei regolamenti. Si prenda il caso delle batterie, norme che nel nome della sostenibilità però rischiano di rivelarsi un tiro mancino per l'industria. Ci sono aziende, come Meta, che stanno incontrando ostacoli nel portare i propri prodotti di punta in Europa, tra cui gli occhiali smart, dotati cioè di Intelligenza artificiale integrata.

Dov'è il problema? Nel 2023, quando l'Ue ha approvato il nuovo regolamento sulle batterie, che entrerà in vigore nel 2027. Tra i pilastri l'obbligo per i produttori di dispositivi portatili come smartphone, tablet, wearable (dispositivo indossabile, tra cui gli occhiali smart) di rendere le batterie sostituibili dall'utente finale, senza strumenti specializzati. L'obiettivo è ambientale: le batterie cambiabili durano più a lungo, riducono i rifiuti elettronici e non costringono l'utente a buttare l'intero dispositivo quando la cella perde capacità. Il principio è condivisibile ma il problema è che applicarlo a un paio di occhiali smart è un'altra cosa rispetto a uno smartphone. Per gli smartphone, ad esempio, non è richiesto che ci sia un vano batterie che l'utente può aprire, basta che le batterie garantiscano almeno 800 cicli di carica mantenendo l'80 della capacità iniziale. La norma non impone necessariamente la batteria estraibile a mano ma una combinazione di progettazione e accessibilità. Non è lo stesso per i dispositivi wearable che devono essere abbastanza piccoli da essere indossati comodamente tutto il giorno. E inserire uno sportellino apribile per la batteria non è solo una complicazione tecnica, ma distrugge completamente l'estetica del prodotto e riduce lo spazio disponibile perla cella stessa, compromettendo l'autonomia. Nessuna soluzione aggira questa realtà. Per questo la normativa rischia di tradursi in prodotti peggiori per i consumatori europei e in uno svantaggio competitivo per le aziende europee, che potrebbero essere costrette a riprogettare intere linee di prodotto mentre i concorrenti extra europei continuano a innovare senza vincoli. Soluzione? Un'idea potrebbe essere sospendere l'applicazione del requisito sulle batterie rimovibili per i wearable e introdurre esenzioni mirate per questa categoria di prodotti. Cesare Pozzi, ordinario di economia industriale alla Luiss, offre una via d'uscita. «Nel caso del regolamento batterie, alcuni prodotti come gli AI glasses o gli anelli per rilevare i parametri durante le attività fisiche semplicemente non esistevano quando la norma è stata proposta: applicare obblighi di sostituibilità della batteria da parte degli utenti, pensati per dispositivi completamente diversi può tradursi in un freno significativo allo sviluppo. Un'idea per tenere insieme competitività e sostenibilità potrebbe essere quella di esentare questo tipo di prodotti dall'obbligo di sostituibilità, accompagnando l'esenzione con incentivi ai consumatori a restituire il device al produttore a fine ciclo di vita», così da valorizzare il rientro nel ciclo di smaltimento e produzione delle materie prime critiche».
IL Tempo
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