Il fronte dei tavolini Covid manda in tilt il Campidoglio
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Il fronte dei tavolini Covid manda in tilt il Campidoglio

April 15, 2026
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Posted 2 hours ago by

Sarebbero già almeno circa 700, e solo in Primo Municipio, gli esercenti con pedane e ombrelloni all'aperto passibili di sanzione e di rimozione, in base al nuovo regolamento capitolino entrato in vigore a tutti gli effetti lo scorso primo aprile dopo tre mesi di proroga. E si tratterebbe per la stragrande maggioranza di Osp Covid, ovvero quelle occupazioni di suolo pubblico che il Governo ha ulteriormente prorogato fino a giugno 2027.

Il fronte dei tavolini Covid manda in tilt il Campidoglio

Gli esercenti, titolari di quel titolo concesso loro durante l'emergenza sanitaria, si sentirebbero infatti dentro «una botte di ferro» e non hanno fatto alcuna domanda di adeguamento, come richiesto loro dal Campidoglio, in molti casi consigliati dai loro legali. Aspetterebbero quindi una sanzione per poi ricorrere al Tar e sperare in una sospensiva per via di quella scadenza al 2027. Al momento, comunque, le sanzioni non ci sono e a quanto risulta a Il Tempo non ci sarebbe neanche un verbale elevato in queste prime due settimane per difformità con il nuovo regolamento. Come se qualcuno, dall'alto, avesse chiesto ai vigili di aspettare. Ma cosa? Questa mattina ci sarà una delicata riunione con tutti i 15 Municipi alla quale parteciperà anche il sindaco. Dal tavolo potrebbe uscire una linea comune e un modo per scavalcare questa impasse. Prevale l'ipotesi che il Comune concederà altro tempo agli esercenti per fare la domanda da inviare anche via Pec, senza quindi servirsi necessariamente del sistema telematico. Ma il vero bandolo della matassa resta quello delle Osp Covid. Adeguarsi, e quindi fare la domanda, potrebbe significare vedersi rimuovere pedane o ridurre spazi esterni perché incompatibili con le norme del codice della strada, visto che la proroga del Governo salva le occupazioni solo dal parere e quindi dal diniego della Sovrintendenza, non se una pedana è in divieto di sosta, blocca un passaggio pedonale o il transito dei mezzi di soccorso. Vuoi che gli esercenti Covid non abbiano capito questa differenza, vuoi che facciano finta di non capirla, sta di fatto che preferiscono non correre rischi e lasciare tutto come è, rischiando, certo, controlli, verbali, sanzioni e rimozioni. E al momento non sono soltanto 700 gli inadempienti. Perché oltre al primo ci sono tutti gli altri Municipi: secondo fonti non ufficiali, perché in passato c'erano esercenti che facevano domande per più titoli, ammonterebbero a circa 5 mila i titolari di una occupazione di suolo pubblico mentre le domande arrivate all'ultimo conteggio dell'assessorato al Commercio e quindi alla data del primo aprile, sono 2.747 di cui 1.268 solo in centro. Vuol dire che ci sarebbero migliaia di esercenti ancora inadempienti e quindi passibili di controlli e di verbali. Il dubbio principe è: la Osp Covid va rimossa senza la domanda di adeguamento? Per il Campidoglio la risposta è «sì», ma se poi questo significherà uno spiegamento senza precedenti di controlli della polizia locale con tanto di verbali da inviare da parte dei Municipi ai titolari della occupazione, e dunque un lavoro burocratico non indifferente, ricorsi su ricorsi, forse c'è da ripensare a qualcosa e a mettere una pezza da qualche parte.

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