Teheran va alla guerra informatica. Bucata l'email del capo dell'Fbi

Teheran va alla guerra informatica. Bucata l'email del capo dell'Fbi

La guerra tra Stati Uniti e Iran si combatte su tutti i fronti, anche nella rete. E a farne le spese è adesso Kash Patel, direttore dell'Fbi, sott'attacco degli hacker di Teheran. La sua mail privata infatti è stata violata dal gruppo di pirati informatici iraniani Hindala e tra i materiali trafugati e resi pubblici ci sarebbero foto, oltre 300 messaggi e dati personali. A confermarlo è stato in primo luogo il diretto interessato che attraverso il suo portavoce, Ben Williamson, ha ammesso la violazione e ha fatto sapere di aver adottato alcune misure per prevenire potenziali rischi e che l'attacco non ha coinvolto informazioni governative e dati sensibili legati all'attività lavorativa di Patel. Handala dal canto suo ha rivendicato l'azione sul loro sito mostrando foto del numero uno del Federal Bureau mentre fuma sigari, guida un auto d'epoca e si scatta foto con una bottiglia di rum. Ma non solo: email personali e lavorative risalenti al periodo tra 2010 e 2019. Un obiettivo centrato dal gruppo che sta contribuendo a suo modo nella guerra con Washington. Secondo quanto ricostruito da Il Corriere della Sera, Gil Messing – capo staff di Check Point, società israeliana di sicurezza informatica – ha definito l'attacco quale parte di una ben precisa strategia di Teheran: mettere in imbarazzo i funzionari usa e farli sentire vulnerabili. Teheran e i suoi funzionari infine starebbero “sparando con tutto ciò che hanno”. Ma chi sono i pirati informatici di Handala? Autoproclamatisi “collettivo di hacker pro-Palestina” sarebbero in realtà una delle tante unità di cyberintelligence di Teheran, direttamente sotto il comando del Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza nonché del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Sempre più attivi da quando è scoppiato il conflitto, gli hacker sarebbero attivi da oltre 4 anni e avrebbero colpito in tutto il mondo. Tra i bersagli preferiti del gruppo alcune compagnie americane: Stryker e Lockheed Martin sono solo alcune delle vittime più recenti di Hindala, che può anche vantarsi di aver hackerato il governo di Tirana poco dopo la sua fondazione. Successi dei pirati digitali che si fondano sul loro metodo che si è rivelato vincente negli ultimi anni. Contattano le proprie vittime via email con messaggi creati su misura, basati sulle abitudini e sulle informazioni disponibili. Chi risponde viene spinto a fornire codici di accesso e credenziali e una volta infettato il dispositivo, un bot collega gli attaccanti alla vittima e ha inizio il furto dei file.

March 28, 2026

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IL Tempo
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