
L’accentuarsi e il perdurare dei due maxi conflitti in corso, in Ucraina e Medioriente, stanno scatenando complesse e durature situazioni negative per i sistemi socioeconomici globali. Il primo termometro che misura i rischi rovinosi per l’economia riguarda il procedere dei mercati finanziari regolamentati a livello globale, che sovente sono espressi dalle posizioni che assume durante una giornata il Dow Jones, a cui si accodano quelli europei e asiatici. Nelle ultime due settimane gli indici sono passati da negativi a positivi e viceversa fino ad 8 volte per seduta. Piazza Affari da inizio conflitto nel suo indice guida FtseMib ha perso tra l’8 e il 12. Parimenti gli investimenti da parte delle imprese, non certo sfavillanti negli ultimi due anni, nonostante una buona resilienza dell’export e una domanda piatta ma non in perdita, sono pressoché scomparsi. Uno scenario totalmente imputabile alla guerra incorso in Iran, che ha e avrà considerevoli conseguenze non solo sulla crescita, ma anche nella domanda di consumi e servizi e, come effetto collaterale, sull’occupazione. Tornando alla nostra Piazza Affari è importante evidenziare il peso che ha il risparmio investito. Si stima che oltre un terzo della popolazione adulta italiana investa in strumenti finanziari (azioni, fondi, ETF), ovvero ben oltre i 15 milioni di persone, pari ad un quarto del numero di famiglie. Nonostante la pluridecennale scelta degli italiani a favore della liquidità, il numero di investitori è in crescita, con i fondi di investimento che sono sottoscritti da oltre 11 milioni di risparmiatori. Ricordo che tutte le attività finanziarie regolamentate apportano annualmente alcune decine di miliardi l’anno alle casse dello Stato, essendo ogni transazione soggetta ad una trattenuta secca alla fonte tra il 12,5 per i titoli pubblici e il 26 per gli altri strumenti finanziari. Bene anche sottolineare che la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto i 12 trilioni di euro, toccando il valore più alto dal 2005. Parte rilevante della maggior ricchezza è stata dovuta alla crescita dei valori degli investimenti nei mercati finanziari regolamentati, al netto delle passività. L'Italia grazie alla crescita degli investimenti, tassati, presenta una ricchezza netta pari a circa 8 volte il reddito disponibile, un dato tra i più alti nell'area euro, evidenziando una notevole solidità patrimoniale. Gli scivoloni delle ultime settimane della Borsa Milanese hanno spinto percentuali, per ora limitate, ma in aumento, di rientrare dalle posizioni, seppur con qualche perdita. Altrettanto grave che gli investimenti delle aziende siano scivolati sempre più in basso, in una fase che necessiterebbe, per stimolare modernizzazione e crescita, il contrario. Gli investimenti delle imprese rischiano di affossarsi completamente nel caso il perdurare del conflitto iraniano prosegua per i prossimi mesi, ovvero che travalichi metà aprile e debordi nell’estate. Scenario a cui si andrà ad associare l’aumento del costo dell’energia e del rischio export e import nei paesi interessati e dal conflitto allargato a molti altri Paese, alimentando un rischio recessione globale di vaste proporzioni.
March 28, 2026