
Stadio, la Lazio presenta altri documenti per il Flaminio
April 1, 2026
IL Tempo
La Lazio ha presentato le integrazioni richieste dal Campidoglio sul progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio. Nessuno stop, dunque. Ora entro una decina giorni gli uffici competenti dell'assessorato allo Sport analizzeranno le nuove carte presentate dal club di Lotito per capire se e quando si potrà aprire la Conferenza dei Servizi. Un passaggio decisivo se veramente ci siano reali possibilità che il progetto da quasi 480 milioni della Lazio abbia tutte le carte in regola per proseguire il lungo iter burocratico.

Negli ultimi giorni il Comune ha chiesto diverse integrazioni alla documentazione imponendo una revisione significativa del piano. Il primo nodo riguarda il livello progettuale: quello presentato è uno studio di pre-fattibilità, non previsto dalla normativa attuale, e dovrà essere adeguato agli standard richiesti. Sul fronte architettonico erano emerse criticità importanti, a partire dall'assenza di un riferimento al Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it Modern» della Getty Foundation, ritenuto fondamentale dalla Soprintendenza. Il Comune ha chiesto inoltre una ridefinizione complessiva del progetto: dalla perimetrazione dell'area agli elaborati su demolizioni e ricostruzioni, fino agli studi su impatto visivo, ombreggiamenti, volumi interrati e impianti. Particolare attenzione anche alla gestione dei flussi di accesso. Infine la Lazio doveva presentare i documenti necessari per provare la sostenibilità economica del piano. A questo punto la palla ripassa un'altra volta al Campidoglio che dovrà analizzare le integrazioni inviate via Pec dal club biancoceleste per il progetto del Flaminio da 50.000 posti, in pratica uno stadio sopra l'impianto attuale che versa in stato di completo degrado e, secondo alcuni esperti sarebbe vicino al crollo definitivo. Anche ieri l'assessore Onorato ha ribadito: «Il progetto presentato dalla Lazio è molto serio. Nei prossimi giorni inizierà la Conferenza dei Servizi, saranno le istituzioni coinvolte a dire se si può fare o no. Però mi sento di dire che il Comune di Roma, con grande serietà, affronterà puntualmente tutti gli aspetti tecnici. Ci sono tante istituzioni coinvolte: la Regione, il Governo. Dopodiché a Roma gli stadi bisogna farli, sia in casa Lazio che in casa Roma».
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