
Russia, l'export di petrolio crollato del 40%: Putin all'angolo
April 2, 2026
Libero Quotidiano
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che più la guerra in Iran dura, e il blocco di Hormuz si protrae, più la Russia ne trarrà vantaggio; ma Kiev non ha certo intenzione di rimanere a guardare, anzi. Per segnare l’anniversario della strage russa a Bucha, commemorata ieri alla presenza dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea e dell’Alto rapresentante per la Politica Estera Kaja Kallas, negli ultimi giorni le forze armate ucraine hanno preso di mira le infrastrutture petrolifere russe, proprio per colpire al cuore la primaria fonte di ricchezza del nemico che finanzia così la sua guerra.

In particolare i droni di Kiev hanno ripetutamente colpito, tra il 23 e la fine di marzo, tre strutture per l’esportazione del greggio sul Mar Baltico, non lontano da San Pietroburgo, causando vasti incendi visibili dai satelliti, dai confini con l’Estonia e con la Finlandia. Gli impianti danneggiati sono quelli di Primorsk, di Kirishi e di Ust-Luga, colpito per ben 5 volte. Un’altra “esplosione” sospetta si è verificata nelle ultime ore in uno dei più grandi impianti petrolchimici russi in Tatarstan, causando due morti e almeno 72 feriti. Le autorità hanno parlato di «malfunzionamento delle apparecchiature» e secondo alcuni canali Telegram l’esplosione si sarebbe verificata presso un’unità di pompaggio esterna, propagandosi su una superficie di circa 1.500 metri quadrati. Il fumo denso che ne è scaturito ha perfino costretto le autorità aeronautiche a sospendere il traffico aereo nella zona. In questo caso l’Ucraina non ha confermato alcun attacco ma i canali di monitoraggio russi attivi su Telegram hanno segnalato una minaccia di droni nella regione. Kiev ha invece rivendicato un altro attacco avvenuto sabato mattina contro una grande raffineria di petrolio a Yaroslavl, a nord-est di Mosca. «Se ci colpiscono, noi risponderemo. Se accettano di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche, la nostra risposta sarà speculare», ha detto Zelensky a proposito di tali attacchi. Il suo governo ha anche sottolineato che quello di Kirishi sul Baltico, tra i tre più grandi impianti di lavorazione del petrolio in Russia, produce «carburanti che sostengono le forze armate dello Stato aggressore». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47041123]] In ogni caso si calcola che già dopo i primi attacchi oltre il 40 della capacità di esportazione di petrolio della Russia siano state compromesse. «Questo è un duro colpo per l’economia russa, perché quei porti rappresentano una parte importante delle esportazioni di petrolio russe. Quindi, ora la Russia si trova ad affrontare problemi che potrebbero ridurre le sue possibilità di condurre la guerra», ha dichiarato il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. Il Cremlino invece oltre a minacciare ritorsioni accusa l’Occidente di essere direttamente coinvolto in tale strategia. Il consigliere presidenziale russo, Nikolai Patrushev, ha detto che le forze armate ucraine hanno condotto attacchi contro infrastrutture civili e flotta mercantile «con la partecipazione diretta di agenzie di intelligence occidentali, incluso l'utilizzo delle loro informazioni di intelligence». Il portavoce Dmitrij Peskov ha aggiunto che se i Paesi dell'Ue hanno reso disponibile il loro spazio aereo per gli attacchi, la Russia trarrà le sue conclusioni e adotterà «le misure appropriate». Le congetture di Peskov nascono probabilmente dal fatto che alcuni droni ucraini che si dirigevano verso gli impianti del nord sarebbero caduti nei Paesi baltici. Il commissario Kubilius invece ha ipotizzato che i droni siano finiti fuori rotta e che si siano schiantati a causa della guerra elettronica russa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47047008]] E mentre ieri a Kiev si commemorava il quarto anniversario della strage di Bucha, presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Cremlino ha escluso qualsiasi possibilità che Mosca possa aderire a una tregua per la Pasqua. È stato il solito Peskov a comunicare che «dalle dichiarazioni di Zelensky che abbiamo letto, non abbiamo visto alcuna iniziativa chiaramente formulata per una tregua pasquale» e che il presidente ucraino dovrebbe piuttosto «prendersi le sue responsabilità e adottare decisioni affinché la Russia e l’Ucraina arrivino alla pace«. Le autorità russe, in questo caso l’Fsb, hanno anche fatto sapere di aver sventato nei pressi di Mosca «un attentato terroristico pianificato da un cittadino russo su ordine dei servizi segreti ucraini». L’attentatore sarebbe stato ucciso mentre cercava di reagire all’arresto.
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