Ramy, l'ex capo della Polizia fa indignare la Matone: "Incommentabile"
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Ramy, l'ex capo della Polizia fa indignare la Matone: "Incommentabile"

April 8, 2026
Libero Quotidiano
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«Oggi ci troviamo con 7 carabinieri indagati e a processo, che deve fare il carabiniere? Il carabiniere viene messo sullo stesso piano di chi guidava quello scooter». A Quarta Repubblica, il talk del lunedì sera di Rete 4, è Francesco Giubilei a sintetizzare in poche battute lo sconcerto di molti telespettatori riguardo alla vicenda di Ramy Elgaml, il giovane morto a Milano il 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento con la Polizia.

Ramy, l'ex capo della Polizia fa indignare la Matone: "Incommentabile"

La Procura diretta da Marcello Viola ha chiesto il processo per l’agente alla guida dell’auto d’ordinanza sulle tracce dello scooter guidato da Fares, amico di Ramy senza patente. L’accusa, per l’agente, è di omicidio stradale per “eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. Formula che ha trovato il plauso di Franco Gabrielli, ex-capo della Polizia e oggi delegato alla Sicurezza e alla Coesione sociale del Comune di Milano a guida Pd. Gabrielli ha parlato di «un inseguimento non condotto nella modalità corretta. Anche perché ci sono pur sempre una targa e un veicolo. Esiste un principio fondamentale: la proporzionalità delle azioni che devono essere messe in campo per conseguire un determinato risultato. Posso addirittura utilizzare un’arma se è in pericolo una vita, ma se il tema è soltanto fermare una persona perché sta scappando, non posso metterla in una condizione di pericolo. È un elementare principio di civiltà giuridica». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47169492]] Ospite di Nicola Porro è Simonetta Matone, ex magistrato e deputata alla Camera per la Lega, che definisce le parole di Gabrielli «incommentabili». «Era il capo della Polizia e parole di questo genere gettano discredito soltanto su chi le pronuncia, perché non c’è nessuna possibilità di graduare i beni in gioco. La sicurezza è una piramide, al primo posto c’è l’incolumità dei cittadini, messa a repentaglio da quei due che andavano dove andavano e come andavano; al secondo posto l’incolumità delle forze dell’ordine, perché non è scritto da nessuna parte che bisogna mettere a repentaglio la loro vita, infatti vanno tutelati, è un pericolo anche per le forze dell’ordine quando si fanno quegli inseguimenti. Il paradosso è che si pretende, come pretendeva Gabrielli, che dinanzi al forzamento di un posto di blocco non si inseguano i soggetti, ma si inseguano le persone». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47105708]]

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