
Osp, solo una domanda su tre è arrivata al Municipio: da domani tutti abusivi
March 31, 2026
IL Tempo
Da domani mattina almeno un dehor su tre, solo in I Municipio, sarà ufficialmente abusivo, quindi sanzionabile secondo il nuovo regolamento che entra in vigore, appunto, dal primo aprile. Male anche in II Municipio dove sono poco più di un migliaio le occupazioni di suolo pubblico in essere; le domande arrivate per mantenere il proprio titolo risultano poco più della metà.

Non è servita la massiccia campagna pubblicitaria del Campidoglio per mettere le occupazioni di suolo pubblico in regola. E non è servito neanche specificare che anche chi è in possesso di un titolo Covid, la cui scadenza è stata posticipata dal Governo a giugno 2027, aveva lo stesso obbligo legislativo di chi possiede una occupazione normale. Obbligo, che si adempie al momento della domanda, senza dover attendere la risposta del Municipio competente per continuare a occupare. Gli esercenti, evidentemente, dormono sonni tranquilli e fanno leva sulla possibilità di ricorrere al Tar, peraltro in molti casi consigliati dai loro legali. Anche perché si sono passati la voce: pure in possesso di un titolo Covid, se la pedana, o il tavolino, o l'ombrellone esterno al locale è in contrasto con le norme del codice della strada deve essere rimosso perché l'emergenza sanitaria salva dal parere della Sovrintendenza, non dalle norme del codice della strada, quindi tanto vale non fare domanda per non rischiare di vedersi tolta o di molto ridotta, l'occupazione. «È un caos totale - tuona Claudio Pica, Presidente Fiepet Confesercenti - chiediamo una proroga di almeno un mese, è stato impossibile fare domanda in questi giorni, il sistema non funzionava e poi abbiamo avuto casi di Municipi che hanno inoltrato agli esercenti documenti ufficiali nei quali c'era scritto che chi aveva una osp Covid non doveva fare domanda». È successo solo in un Municipio, in realtà, ma un paio di giorni dopo è arrivata la rettifica per correggere l'errore evidente. Pica, comunque, incalza: «I Municipi di Roma Capitale non hanno comunicato a mezzo Pec la scadenza del 31 marzo. C'erano le Faq sul sito, vero, ma non si capiva nulla». Insomma, quella che doveva essere una norma che portava ordine nel caos dopo Covid delle occupazioni di suolo pubblico, rischia di rimanere sulla carta. Dal I Municipio fanno sapere che su oltre 3200 domande, che sarebbero dovute arrivare, ne sono giunte un po' più di mille e che si chiuderà probabilmente entro domani a 1200: commenta l'assessore al I Municipio, Jacopo Scatà: «Sono arrivate praticamente tutte all'ultimo momento, come ci aspettavamo, ma comunque poche rispetto al totale. Stiamo provvedendo a rispondere con i mezzi a disposizione che abbiamo». Intanto non è stato previsto un rafforzamento dei controlli da parte dei vigili urbani, che continueranno a operare quindi come da routine, ma c'è da scommettere che i verbali cresceranno in modo esponenziale al pari dei ricorsi che si annunciano, già, a centinaia. La guerra dei dehors, insomma, è soltato all'inizio.
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