
Strane interpretazioni arrivano dalla sinistra sull'approvazione da parte del Parlamento europeo della direttiva sull'anticorruzione, in modo particolare sull'abuso d'ufficio. Secondo il Movimento 5 Stelle si tratterebbe di una chiara bocciatura per il governo Meloni. Ancora più duro il Partito Democratico che parla di smantellamento della legalità da parte del nostro esecutivo. La verità, però, è un'altra. Non solo l'esecutivo non ha svolto il proprio dovere, ma la formulazione approvata, come riportato nell'articolo 7 della stessa, lascia agli Stati membri un ampio margine di discrezionalità nell'individuazione delle condotte penalmente rilevanti e soprattutto non introduce un obbligo di reintrodurre il reato finito nel mirino dei compagni, in quanto il nostro ordinamento dispone già di un articolato sistema di reati che sanzionano condotte illecite dei pubblici ufficiali, idoneo a soddisfare i requisiti della direttiva. Di conseguenza, è giuridicamente infondato affermare che l'Italia sarà obbligata a reinserire l'abuso d'ufficio. Anzi, in fase di recepimento, non saranno necessari adempimenti da parte dell'Italia. Soddisfatti, dunque, i partiti di maggioranza per come si è espresso l'emiciclo. «È la stessa direttiva spiega Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d'Italia e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo in un punto stampa all'Eurocamera- che ha visto il voto favorevole del governo italiano, anche in sede di Consiglio europeo». Evidenzia, pertanto, come le polemiche sollevate da una certa parte politica siano del tutto infondate. «Francamente - evidenzia - restiamo sconcertati nella lettura che abbiamo visto su alcuni media italiani rispetto a una sconfitta del governo italiano relativamente al reato di abuso d'ufficio, che è una totale falsità». Dello stesso parere Alessandro Ciriani, vice coordinatore per Ecr in Commissione Libe. «Non si dovrà reintrodurre in Italia - dice intervistato dal Secolo d'Italia - il reato di abuso d'ufficio. È soltanto becera propaganda, non è il contenuto della direttiva. Questa chiede soltanto agli Stati di sanzionare alcune violazioni gravi nell'esercizio delle funzioni pubbliche, lasciando piena discrezionalità su come farlo».
March 27, 2026