Iran, la guerra nel Golfo in diretta. L'ambasciatore Massolo: "Adattare l'idea di vittoria"

Iran, la guerra nel Golfo in diretta. L'ambasciatore Massolo: "Adattare l'idea di vittoria"

La guerra tra Stati Uniti e Israele da una parte e l'Iran dall'altra entra nel 28mo giorno confermando una dinamica a doppio binario: mentre emergono timidi segnali di possibile de-escalation, il conflitto continua ad allargarsi sul piano regionale, coinvolgendo Israele e diversi Paesi del Golfo e producendo effetti economici globali sempre più evidenti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il rinvio di dieci giorni degli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, fino al 6 aprile, mentre proseguono i bombardamenti su obiettivi militari. La pausa è stata motivata da negoziati che Trump ha definito produttivi, ma la Repubblica islamica ha respinto - almeno pubblicamente - la proposta americana. Di seguito le principali notizie di giornata: Starmer: Trump mi critica per farmi cambiare idea sull'Iran Londra - Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha affermato che il presidente statunitense, Donald Trump, lo critica soltanto per fare pressione su di lui e spingerlo a entrare nella guerra in Iran. Non farò marcia indietro, ha aggiunto però il premier britannico in un'intervista all'emittente televisiva Sky News. Ho chiarito che non entrerò in guerra, ha detto, sottolineando una chiara differenza di opinione con il presidente degli Usa. Le tensioni nascono dal rifiuto iniziale di Londra a concedere l'uso di basi militari agli Stati Uniti per compiere attacchi contro l'Iran, un rifiuto poi tramutatosi in un'autorizzazione, anche se solo per operazioni difensive. Molto di ciò che viene detto serve a farmi cambiare idea, ma non lo faro', ha proseguito Starmer, che ha detto di dover agire nell'interesse nazionale del Regno Unito, il che vuole dire difendere una linea autonoma nonostante le pressioni di Washington. Almeno sei morti in raid su area residenziale a Qom - Almeno sei persone sono morte in un attacco aereo congiunto di Stati Uniti e Israele contro tre abitazioni nella città iraniana di Qom, secondo media locali. Il vicegovernatore di Qom, citato dall'agenzia di stampa Fars, ha riferito che il numero dei feriti non è ancora noto. La Mezzaluna Rossa ha reso noto che squadre di soccorso e vigili del fuoco sono al lavoro per cercare persone intrappolate sotto le macerie dopo attacchi sia a Teheran sia a Qom. Massolo: Trump dovrà adattare l'idea di vittoria alla realtà - Gli Stati Uniti e l’Iran. Non si vedono soluzioni soddisfa-centi. Washington è di fronte ad un paradosso: senza truppe di terra (che non vuole inviare) e senza un'opposizione iraniana organizzata (che non c'è) un cambio di regime non è alla portata; ma senza regime change l'obiettivo di disarmare durevolmente l'Iran e avere un governo più accomodante non è realistico. In sostanza, è prevedibile la sopravvivenza a Teheran di un regime magari più laico (fondato su pasdaran e militari), meno dipendente dalla componente religiosa, più pragmatico nel business, ma non favorevole all'Occidente. Lo scrive Giampiero Massolo, diplomatico, ex presidente di Ispi e attuale presidente di Mundys, in un asuo intervento su Il Corriere della Sera. Una leva energetica iraniana accresciuta attraverso lo strozzamento di Hormuz (ma non per i cinesi), il possibile ricatto securitario con il risorgente jihadismo, una corsa nucleare rinnovata come assicurazione sulla vita del regime, una forza militare asimmetrica fatta di droni poco vulnerabili alla 'armada' americana. Ma allo stesso tempo un Iran molto indebolito dalla guerra almeno a medio termine, il suo arsenale balistico e le capacità navali annichilite, l'industria energetica danneggiata, il riallineamento all'Occidente (incluso Israele) delle potenze del Golfo attaccate da Teheran, un regolamento dei conti con Hezbollah in Libano, si legge ancora. Massolo infine conclude: Per Trump adattare il concetto di «vittoria» alla realtà. Magari scoprendo che non si sarà andati oltre a un Iran mitigato ma non sconfitto, a una pax militare israeliana in Medio Oriente insosteni-bile a lungo termine, a un conflitto sino-americano per il controllo delle risorse mondiali tuttora irrisolto. Mentre l'Europa si chiederà se sia convenuto rischiare di dividersi un'altra volta. NOVA0054 3 EST 1 NOV Iran: Trump congela per altri 10 giorni i raid contro le infrastrutture energetiche, ma l'escalation continua Roma, 27 mar - (Agenzia_Nova) - La guerra tra Stati Uniti e Israele da una parte e l'Iran dall'altra entra nel 28mo giorno confermando una dinamica a doppio binario: mentre emergono timidi segnali di possibile de-escalation, il conflitto continua ad allargarsi sul piano regionale, coinvolgendo Israele e diversi Paesi del Golfo e producendo effetti economici globali sempre piu' evidenti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il rinvio di dieci giorni degli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, fino al 6 aprile, mentre proseguono i bombardamenti su obiettivi militari. La pausa e' stata motivata da negoziati che Trump ha definito produttivi, ma la Repubblica islamica ha respinto - almeno pubblicamente - la proposta americana. (segue) (Res) NNNN NOVA0046 3 EST 1 NOV Regno Unito-Usa: Starmer, Trump mi critica per farmi cambiare idea sull'Iran Londra, 27 mar - (Agenzia_Nova) - Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha affermato che il presidente statunitense, Donald Trump, lo critica soltanto per fare pressione su di lui e spingerlo a entrare nella guerra in Iran. Non faro' marcia indietro, ha aggiunto pero' il premier britannico in un'intervista all'emittente televisiva Sky News. Ho chiarito che non entrero' in guerra, ha detto, sottolineando una chiara differenza di opinione con il presidente degli Usa. Le tensioni nascono dal rifiuto iniziale di Londra a concedere l'uso di basi militari agli Stati Uniti per compiere attacchi contro l'Iran, un rifiuto poi tramutatosi in un'autorizzazione, anche se solo per operazioni difensive. Molto di cio' che viene detto serve a farmi cambiare idea, ma non lo faro', ha proseguito Starmer, che ha detto di dover agire nell'interesse nazionale del Regno Unito, il che vuole dire difendere una linea autonoma nonostante le pressioni di Washington. (Rel) NNNN NOVA0005 3 EST 1 NOV Iran: almeno sei morti in raid su area residenziale a Qom Teheran, 27 mar - (Agenzia_Nova) - Almeno sei persone sono morte in un attacco aereo congiunto di Stati Uniti e Israele contro tre abitazioni nella citta' iraniana di Qom, secondo media locali. Il vicegovernatore di Qom, citato dall'agenzia di stampa Fars, ha riferito che il numero dei feriti non e' ancora noto. La Mezzaluna Rossa ha reso noto che squadre di soccorso e vigili del fuoco sono al lavoro per cercare persone intrappolate sotto le macerie dopo attacchi sia a Teheran sia a Qom. (Res) NNNN Iran, Massolo: Trump dovrà adattare l'idea di vittoria alla realtà Torino, 27 mar (GEA) - Gli Stati Uniti e l’Iran. Non si vedono soluzioni soddisfa-centi. Washington è di fronte ad un paradosso: senza truppe di terra (che non vuole inviare) e senza un’opposizione iraniana organizzata (che non c’è) un cambio di regime non è alla portata; ma senza regime change l’obiettivo di disarmare durevolmente l’Iran e avere un governo più accomodante non è realistico. In sostanza, è prevedibile la sopravvivenza a Teheran di un regime magari più laico (fondato su pasdaran e militari), meno dipendente dalla componente religiosa, più pragmatico nel business, ma non favorevole all’Occidente. Lo scrive Giampiero Massolo, diplomatico, ex presidente di Ispi e attuale presidente di Mundys, in un asuo intervento su Il Corriere della Sera. Una leva energetica iraniana accresciuta attraverso lo strozzamento di Hormuz (ma non per i cinesi), il possibile ricatto securitario con il risorgente jihadismo, una corsa nucleare rinnovata come assicurazione sulla vita del regime, una forza militare asimmetrica fatta di droni poco vulnerabili all’'armada' americana. Ma allo stesso tempo un Iran molto indebolito dalla guerra almeno a medio termine, il suo arsenale balistico e le capacità navali annichilite, l’industria energetica danneggiata, il riallineamento all’Occidente (incluso Israele) delle potenze del Golfo attaccate da Teheran, un regolamento dei conti con Hezbollah in Libano, si legge ancora. Massolo infine conclude: Per Trump adattare il concetto di «vittoria» alla realtà. Magari scoprendo che non si sarà andati oltre a un Iran mitigato ma non sconfitto, a una pax militare israeliana in Medio Oriente insosteni-bile a lungo termine, a un conflitto sino-americano per il controllo delle risorse mondiali tuttora irrisolto. Mentre l’Europa si chiederà se sia convenuto rischiare di dividersi un’altra volta. VOR EST 27 MAR 2026

March 27, 2026

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