In lutto l'«editorialista unico» con il turbante in testa
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In lutto l'«editorialista unico» con il turbante in testa

April 9, 2026
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Adesso proveranno a raccontarci che hanno vintogli ayatollah, e citeranno i giornali di Teheran: un po' come far fare il commento della Seconda Guerra Mondiale ai propagandisti del Fuhrer. Poi cercheranno di convincerci che tutto rimarrà come prima. Falso. Certo, Trump è un tipaccio, sa farsi detestare e, proprio come Netanyahu, ha rinunciato a rivolgersi alle menti e ai cuori delle opinioni pubbliche occidentali.

In lutto l'«editorialista unico» con il turbante in testa

E qui sbaglia, perché nel nostro tempo compiere anche un'impresa facile (figurarsi una difficilissima) contro i sentimenti delle persone significa andare contromano in autostrada. Ciò detto, in questa partita, Trump per ora sta guidando il gioco. La catena di comando del regime iraniano è stata decimata. La nuova Guida Suprema, ammesso sia viva e cosciente, è desaparecida. Il progetto nucleare è stato stroncato. Agli ayatollah rimaneva solo la chance (disperata ma efficace) di chiudere lo Stretto di Hormuz premendo sulla «giugulare» della circolazione mondiale del petrolio. Ecco, ora il regime sarà molto probabilmente costretto a riaprire quel transito, anche se la giornata di ieri ha segnato una marcia indietro a un certo punto. Vedremo nei prossimi giorni se e a che condizioni avverrà la riapertura (e non si tratta certo di dettagli), ma quello sarà il segno finale di cedimento. Non solo. Nel medio periodo, come vi raccontiamo da giorni, l'assetto dell'area sarà strutturalmente trasformato: sono previsti nuovi oleodotti per bypassare l'Iran, e Accordi di Abramo «extralarge» tra Israele e paesi del Golfo. Morale: se Obama aveva a suo tempo scommesso sull'Iran degli ayatollah come architrave del Medio Oriente, Trump ha correttamente compiuto la scelta opposta. E domani il nuovo Medio Oriente sarà meno (o per nulla) soggetto ai ricatti iraniani. Notizia eccellente. Quanto all'Ue, la sua prova rimane catastrofica: scavalcata dal Pakistan nei negoziati; indifesa sull'energia; e con i commissari europei che ci invitano a fare la doccia tiepida. Un manicomio. Chi resta dunque in lutto dalle nostre parti? L'«editorialista unico» in turbante. Mi chiedo: ma perché questi signori non si trasferiscono a Teheran?

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