Il caos energetico del campo largo
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Il caos energetico del campo largo

April 5, 2026
Libero Quotidiano
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Le reazioni infantili dell’opposizione al viaggio di Giorgia Meloni nel Golfo misurano con precisione la bancarotta politica del campo largo: non può essere una credibile coalizione di governo. Pd, 5Stelle, Avs e cespugli vari possono fare un cartello elettorale, ma non guidare uno dei primi produttori e esportatori mondiali. La premier è andata a tessere la tela diplomatica in Medio Oriente con i giganti del gas e del petrolio, Paesi dalle cui forniture dipende il futuro delle imprese e delle famiglie.

Il caos energetico del campo largo

Siamo al terzo shock nel giro di soli 6 anni (il lockdown dell’attività economica con il Covid, il distacco dal tubo del gas della Russia e il blocco dello Stretto di Hormuz), il governo in questo scenario ha dato prova di serietà, ha retto l’urto e protetto le fasce più deboli, evitato il dissesto del bilancio, minato dalle follie finanziarie dei grillini (superbonus, reddito di cittadinanza, decine e decine di miliardi buttati e truffe colossali) che oggi vorrebbero guidare il cosiddetto campo largo con il principe del trasformismo, Giuseppe Conte. Se ci fossero loro al governo, i pentastellati e i profeti della decrescita infelice, i cantori dell’immigrazione incontrollata e del modello cinese, saremmo falliti, con i risparmi degli italiani decimati dai giudizi negativi delle agenzie di rating. Chi rimprovera a Meloni l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio (inferiore a Francia e Germania) è un ciarlatano, come buona parte dell’informazione, un’edizione senza chador di TeleTeheran. Pochi hanno l’onestà di guardare i fatti, studiare (e chi lo fa viene manganellato online da legioni di ignoranti, aizzati da questa politica barbara), ricostruire le ragioni del conflitto e il suo svolgimento (ben diverso da quello impaginato sui giornali e in tv), il programma nucleare iraniano (come ha ricordato il Wall Street Journal, Trump è l’unico presidente ad aver chiaro il rischio di ripetere l’esperienza della Corea del Nord, che alla fine è diventata una potenza nucleare), ricordare i 40mila manifestanti uccisi, la minaccia di un regime che dal 1979, anno della rivoluzione islamica di Khomeini ha alimentato guerre regionali, finanziato e addestrato le bande criminali di Hamas e Hezbollah, esultato per la strage degli ebrei del 7 ottobre, fatto dell’antisemitismo il manifesto ideologico affisso sui muri delle università, sventolato nelle piazze. Sono i nemici dell’Occidente e la sinistra (con la sola eccezione ieri di Matteo Renzi, che ha lodato Meloni per la missione nel Golfo) sta con loro sul tappeto volante della pazzia. Per batterli, non basta pregare durante la Santa Pasqua, bisogna raccontare la verità su cosa sono, con chi stanno e cosa fanno.

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