CRISI DEL VINO: I SOLITI SOSPETTI
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CRISI DEL VINO: I SOLITI SOSPETTI

April 13, 2026
Libero Quotidiano
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Questa mattina a Vinitaly, il Consorzio Tutela Morellino di Scansano ha ospitato “Vino sotto esame: diagnosi e terapia di un settore in mutamento”, evento annuale di oscarwine, organizzato dall’agenzia di comunicazione Cenacoli, che ha analizzato lo stato di salute del comparto con il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la senatrice Silvia Fregolent, vicepresidente della Commissione Agricoltura, il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo, e il dottor Roberto Gualtieri, esperto di Pronto Soccorso.

CRISI DEL VINO: I SOLITI SOSPETTI

Con l’occasione è stato festeggiato un anno dalla prima uscita della freepress cartacea di oscarwine che, nell’ultimo numero, affronta proprio i temi della tavola rotonda odierna, titolando nella cover “Crisi del Vino, i soliti sospetti”. “Il vino attraversa una crisi profonda – ha commentato Livio Buffo, fondatore di oscarwine – vivendo uno dei momenti più bui della sua storia. Agli aumenti ingiustificati di vetro e imballaggi post-conflitto in Ucraina, sono seguite la bolla statunitense causata dai dazi di Trump, la crescita dell’Italian Sounding, il calo dei consumi legato a nuovi stili di vita e la demonizzazione del settore: la tempesta perfetta.” “Secondo i dati dell'Osservatorio UIV su base Istat – continua Buffo – l'export di vino italiano nel 2025 è calato a 7,78 miliardi di euro (-3,7) e 21 milioni di ettolitri (-1,9). Il mercato USA soffre con un -9,1 in valore dovuto ai dazi di agosto 2025. Nonostante l'Italia sia primo produttore mondiale con 47,3 milioni di ettolitri, si registrano 60 milioni di ettolitri di invenduto. Questa è una delle conseguenze dirette dell’Italian Sounding, cresciuto con i dazi di Trump e che, secondo Coldiretti, sottrae all’Italia 2 miliardi di euro di export potenziale annuo di settore.” Il senatore Gian Marco Centinaio ha aggiunto un altro elemento di riflessione: “Se l’aumento dei dazi ha penalizzato l’export verso gli USA, l’Europa fa ancora poco per aiutare un prodotto importante come il vino. L’apertura di mercati alternativi, come il Mercosur e l’Australia, è tutta da valutare e nel complesso rischia di provocare più danni che benefici. Rimangono ancora, soprattutto, troppi vincoli e troppe differenze normative all’interno del mercato continentale, che moltiplicano i costi per le imprese e rendono più difficili le esportazioni verso i Paesi a noi più vicini. Il cosiddetto Pacchetto Vino, approvato dalla Commissione UE a inizio anno, interviene solo in parte su questo aspetto”. La senatrice Silvia Fregolent è rimasta sul tema estero, analizzando la questione statunitense: “Nelle nostre cantine si contano i danni dei dazi di Trump. 300 milioni di euro di export bruciati nel 2025, il mercato americano giù del 9 con punte del 28 sui rossi fermi. I produttori, costretti ad abbassare i prezzi del 13,5 per restare competitivi, stanno pagando di tasca propria una guerra commerciale che non hanno cercato. I vini australiani entrano negli Stati Uniti al 10 mentre i nostri pagano il 15. Uno svantaggio competitivo che si allarga ogni giorno. In questo quadro, ci aspettiamo che il Governo faccia di più e in fretta, con strumenti concreti, non solo tavoli e dichiarazioni di vicinanza. Una filiera da oltre 40mila imprese e più di 300mila lavoratori non può reggere sull’attesa. Serve una posizione negoziale europea degna di un Paese che vale il 24 dell’export vinicolo UE negli USA e soprattutto serve presidiare i mercati alternativi con risorse vere, non con fondi ordinari. Perché di ordinario per la filiera vitivinicola non c’è più nulla”. Tra i soliti sospetti della crisi del vino rientra la salute. Negli ultimi anni, la demonizzazione del vino è diventata la normalità. Per fare informazione e chiarezza su alcune fake news è intervenuto il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo di fama internazionale: “Ci sono alcuni punti chiave sul rapporto tra vino e salute. Le linee guida per un consumo a basso rischio, per soggetti sani, solitamente indicano un bicchiere (125 ml) al giorno per donne e anziani, e fino a due per gli uomini, da bere durante i pasti. Un consumo moderato di vino, specialmente rosso, è spesso associato a benefici cardiovascolari grazie a polifenoli come il resveratrolo. Tuttavia, l'OMS e le linee guida scientifiche sottolineano che non esiste una dose sicura o salutare di alcol, poiché è un cancerogeno di Gruppo 1, dannoso per fegato e cuore se abusato. Non bisogna dimenticare né sottovalutare i rischi per la salute (l'alcol aumenta il rischio di diverse forme di cancro) né le controindicazioni: il consumo è sconsigliato in gravidanza, in presenza di patologie epatiche, renali o psichiatriche, e durante l'assunzione di specifici farmaci. In sintesi, il vino va considerato un piacere culturale e non un prodotto salutare, con un consumo limitato per evitare rischi. In media stat virtus.” Oltre a criticare situazioni che danneggiano il vino e fake news, durante l’evento è stato anche discusso il problema degli ubriachi al volante, affidato al dottor Roberto Gualtieri, medico cardiologo con esperienza ventennale di Pronto Soccorso a Roma: “Il tema dell’abuso di alcool nelle giovani generazioni ha avuto una escalation importante, prevalentemente nei fine settimana. Nella esperienza maturata in 18 anni di pronto soccorso ho potuto constatare l’aumento degli interventi, innanzitutto in termini di abuso di alcool ma anche di incidenti derivanti dalla guida in stato di alterazione. Prima dell’avvento delle nuove norme del Codice della strada e soprattutto prima dell’introduzione e della diffusione dell’etilometro, la percentuale di giovani trovati alla guida in stato di ebbrezza risultava molto più alta. In qualche maniera queste nuove norme funzionano da deterrente. Educazione e prevenzione non possono e non devono rimanere concetti astratti ma devono essere l’architrave di una azione costante e continua per limitare i danni dell’abuso. Altrimenti si rischia di demonizzare un patrimonio culturale sociale ed economico che rappresenta una eccellenza del nostro paese.”

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