
Altro scontro all’orizzonte in tema di giustizia. M5S e il resto della sinistra si aggrappano ad una direttiva europea contro la corruzione dalla quale ricavano che l’Italia dovrebbe reintrodurre l’abuso d’ufficio nell’ordinamento. Con il solito Bonelli in prima fila a chiedere, stavolta, le dimissioni del ministro Nordio. La rappresentanza italiana del centrodestra al Parlamento europeo ha votato a favore della direttiva e nega qualunque legame con l’abuso d’ufficio cancellato dal nostro Paese, anche dopo le sollecitazioni dei sindaci di qualunque orientamento politico. Per la sinistra è comunque l’occasione buona per la solita caciara. Dichiarazioni a raffica contro il governo e in particolare il Guardasigilli nel mirino, ma a destra negano: altrimenti perché votare a favore? C’è da registrare che la polemica attira l’attenzione anche di autorità nazionali, a partire dalla Consulta. Il presidente Amoroso è comunque prudente e dice che l’Italia dovrà prenderne atto ma solo se effettivamente ci sarà la richiesta di riscrittura della normativa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46850655]] Si infila anche il presidente dell’Anac Busia - non nuovo a polemiche antigovernative- che parla di «arretramento» nella nostra legislazione, ma è un copione già visto. Un osservatore indipendente dalla maggioranza, come l’ex parlamentare Osvaldo Napoli, di Azione, non le manda a dire: «Diversamente da Conte e Schlein non trovo motivo di soddisfazione nella direttiva approvata dal Parlamento Ue con cui si chiede all’Italia di reintrodurre “almeno le due fattispecie più gravi del reato di abuso d’ufficio”. La relatrice Raquel Garcia Hermida poteva fare uno sforzo in più e spiegare quali sarebbero a suo giudizio le due fattispecie più gravi. Ho fatto il sindaco per 27 anni e nonostante i rapporti sempre eccellenti con le opposizioni e coi cittadini, posso assicurare che la vita quotidiana assomiglia a un girone infernale. Firmare un documento e sapere che potrebbe condurti dritto a un procedimento penale per un errore formale non è un bel vivere». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47014801]] E rincara la dose l’eurodeputato di Fdi Alessandro Ciriani: «È solo becera propaganda, non è il contenuto della direttiva. Il testo approvato non impone la reintroduzione dell’abuso d’ufficio. Chiede agli Stati di sanzionare alcune violazioni gravi nell’esercizio delle funzioni pubbliche, lasciando piena discrezionalità su come farlo. L’Italia, tra l’altro, ha votato a favore della direttiva anche in Consiglio: il ministero della Giustizia partecipava direttamente a quel tavolo. Questo dimostra che il governo era perfettamente consapevole del contenuto del testo, che non contiene gli obblighi ora evocati, argomenta il parlamentare». Analogamente si esprime il copresidente dell’Ecr in Europa Nicola Procaccini, che parla di «totale falsità». Anche la Lega ribadisce la stessa tesi con una nota del gruppo europeo: “La formulazione della direttiva lascia libertà di manovra agli Stati membri. Il testo, laddove parla di “alcune gravi violazioni dell’esercizio illegittimo di funzioni pubbliche”, è abbastanza lasco da dare flessibilità». In sostanza, toccherà a ciascuno Stato dell’Unione, entro due anni, decidere il da farsi in autonomia. Senza ritorno al passato.
March 28, 2026